Monday, October 26, 2009

Le variazioni del caprone . . .





Thursday, October 08, 2009

Verso Casa






Verso Casa
Disegni - Valerio Pastore
Sceneggiatura - Samuel Daveti

Sunday, October 04, 2009

Carlo



"Carlo, compagnone di mille peripezie è scolpito e levigato dalla brezza delle prime luci e ore del mattino e di amicizia divina si potrebbe parlar, per chi di vino sorseggia e senza non può star"

Carlo si veste, si da una veloce sciaquata al muso e si avvicina ad un cassetto per prendere una bottiglietta di vetro color verde scuro.Toglie il tappo e a modi di cannochiale, ci vede attraverso, per scrutare quelle poche gocce rosso sangue che cadono a terra, dando improvvisamente all'imperante color grigio periferico del suo appartamento, un colore che non aveva mai visto prima. Rimane in silenzio per pochi istanti appoggiato alla finestra con le tapparelle abbassate che al passare del tram creavano sul soffito un gioco di luci eleganti e danzanti. Faceva un baccano pazzesco quel cazzo di tram ma ormai era solo divenuto un membro della famiglia, assieme a tutta la mobilia della stanza da letto, compresa una triste stampa, di un quadro stile ottocento, racchiuso in maniera accurata in una cornice disgustosamente kitsch. Dopo aver goduto della piacevole sinfonia urbana dedicata solamente e solitamente per lui, Carlo decise di prendere d'assalto il frigo che di solitudine ne aveva vista a vagonate al di là di uno sportello. C'erano solo pochi avanzi di pollo fritto della sera prima e qualche birra in vetro da 50 cl.
Nella ghiacciaia però c'era una bottiglia di Vodka.
Un bell'affare quello! Di certo avrebbe risollevato le sorti della serata. Dopo che cosumò un pasto che avrebbe fatto venire l'aquolina a qualsiasi cane di quartiere, Si diresse verso l'uscita del suo appartamento e dall'appendi abito, prese la sua giacca rattoppata marrone, un pò di tabacco e delle cartine che infilò nel suo taccuino da viaggio che mise a sua volta nella tasca laterale della giacca.
Con fare determinato e da vero duro, prese da un armadietto piccolo e poco appariscente, una calibro 38. che infilò assieme a un pò della sua dignità, nella tasca interna della sua giacca.
Chiuse la porta, lasciandola aperta e senza dare qualche mandata di chiave per sicurezza, tanto sapeva bene che quell'appartamento avrebbe fatto schifo, persino ad un ladro. Forse l'unica cosa di valore era la stampa ottocentesca, pensava. L'ascensore era rotto, nessuna novità anzi quel poco di moto, ad un quarantenne che non godeva di grande salute come Carlo, vista la vita che conduceva, non gli avrebbero fatto alcun male, anche se si trattava di dovere fare, tre rampe di scale in discesa, ma era pur sempre moto quello. Verso l'uscita del palazzo, Carlo conquistò l'attenzione del portiere che come di consueto e con grande tempistica, gli dice che è un fallito e che la sua vita è continuamente calpestata ogni giorno come una merda di cane. Complimenti quasi commoventi, ma tra tutte quelle prove d'affetto dimostrate, Carlo intuisce nella sua testa così piena di materia grigia e così piena da non cogliere che il portiere ciccione aveva ragione,sul fatto che cercarsi una ragazza non era poi un'idea malaccia. Carlo, da vero signore sfoderò il suo dito medio e usci dal palazzo, con un sonoro S F I G A T O da parte del custode ciccione che probabilmente non sapeva nemmeno come fosse fatto un corpo femminile. Magari poteva fantasticare su fumetti porno e riviste playboy, unite tra loro fin troppo bene. Sfigato! pensò Carlo, ed uscì in strada.
Si fece trascinare dalla follia di chi naufraga poco alla volta, ogni maledetta notte. Si lasciò trasportare e non pensava a molto. Anzi a niente. Lasciò che il suo sguardo cadesse e si perdesse in vertigginosi scolli e in appetitose cosce che le puttane in strada offrivano sotto la luce sgargiante di luminose insegne al neon, a chi era in cerca di compagnia per la solitudine.
Carlo continuava a non pensare a nulla, ed era solo un pò nervoso tutto li. Si rullò una sigaretta e ne diede una bella boccata a pieni polmoni. Poteva asfaltare un'intera strada con tutto quel bitume che portava con se. Improvvisamente pensò al nome del suo informatore, Henry squarcia budella e dopo non molto, la sua copertura da vero duro, cominciò a vacillare e a farsi fottere. Henry era una persona a modo e di gran classe, con abiti firmati e macchine di lusso e non gli mancavano certo donne, nonostante madre natura, non fosse stata molto clemente con il suo aspetto.
Una persona regolare verrebbe da pensare ma con l'unico difetto che era incline al suo hobby preferito, di collezzionare coltelli che provava di persona e si divertiva davvero tanto, con chi gli metteva i bastoni tra le ruote.
Il resto era meglio lasciarlo all'immaginazione!
Carlo arrivò nel luogo esatto dell'incontro e per smorzare l'agitazione, si rullò un'altra sigaretta, la ventesima all'incirca. Rimase a fissare a lungo la vetrina della macelleria che aveva di fronte, dove erano appesi a grossi uncini, dei conigli squarciati e privi di viscere e non potè fare a meno di pensare come poteva stare bene, appeso per le palle, il suo caro custode ciccione. Rise el'agitazione si allontanò per un pò. Henry arrivò con pochi minuti di ritardo, tutto in tiro e dopo una vigorosa stretta di mano, come si fa tra veri duri, Il bar di Lester fu la meta. Carlo pensò che tutto quadrava ed era al suo posto, come la sua calibro 38. nella tasca interna della giacca e il tabacco e le cartine all'interno del suo taccuino che sperava di poter presto scarabbocchiare, se solo fosse uscito vivo, da quella notte....

Monday, September 21, 2009

Il Palombaro . . .

"Tutto ciò che non riesci a trovare è in fondo al mare fidati . . ."

Thursday, August 13, 2009

Riflessioni di un povero pazzo


A te
che ti intrometti e non lasci spazio ai miei sogni
A te che lasci che mi riduca ad affogare nel nero amaro di un liquore

A te che permetti che il mio cuore sia chiuso in una stretta ed angusta gabbia di disperazione
A te, dedico questa canzone, tagliente come un rasoio che ti lascerà sprofondare dolcemente, nel rosso profondo di una vasca.

FrAnK

Eyes

Globuli chiari ed eterei
scintillanti di luce propria
incantano e rendono speciali
a chi, trovatosi in quel fortuito
ed infinito istante, si trova a
doverli incrociare, pur sapendo
a quale destino andrebbe incontro.

The fRaNk Heart


Ho visto un uomo, con poca classe riversato come di solito avviene a chi ha tanti sogni dentro un mazzo di carte che non sa come giocare, ai margini di una strada molto grande per ospitare vincenti ma molto piccola per chi è abituato a perdere.
Ho visto negli occhi di quell'uomo, tutta la genuinità e la malinconia di chi ha difficoltà a condurre una vita, rinchiuso in una gabbia di normalità, avvolto da calde braccia capaci di regalare sollievo e calore a chi non è abituato a ricevere per lungo tempo.
Ho visto negli atteggiamenti scontrosi e burberi di quell'uomo, un cuore grande come una casa, pronto per accogliere anime vagabonde affilate come rasoi e ho dovuto affondare con forza, una lama nel suo petto, per rendermi davvero conto di quanto grande possa essere il suo cuore....

fRaNk

Thursday, August 06, 2009

Estasi

Uomo con cappello ed un sentimento che vale la pena di provare.

Ode alle Meduse

A voi che danzate, trascinate ed accarezzate dalla corrente marina, fedele compagnia di mille peripezie, dedico quest'ode salmastra, per il vostro lungo ed inesorabile tragitto che in sfortunati casi, termina o nella pancia di qualche vorace e giocherellona testuggine o su qualche insidioso bagnasciuga osservato dall'occhio viglie del sole, vostro acerrimo nemico.
Di voi, premio la perseveranza ed il coraggio di andare sempre avanti in un'esistenza fatta di isolamento e buio marino e concludo in una manciata di parole, dicendo che
chi viene trascinato in un mare fatto di solitudine, finisce per rimanerci ancorato e senza speranze.

Tuesday, July 21, 2009

Sofia Street

Sofia Street

Pensieri di carta, si mischiano al denso e nero inchiostro che riempie di buio il cuore.
Il buio inghiotte quel poco di luce rimanente per illuminare vecchi scatoloni e cianfrusaglie nutrite dalla desolazione e dall'afa di cui la stanza si nutre con ingordigia.
Quell'odore intenso e inebriante pregno di ingannevole amore e di false speranze non c'è più e lascia spazio a innumerevoli ricordi scarabocchiati e complici del tempo.
FraNk lo sa che signifca avere il cuore immerso nel nero inchiostro di cui la paura banchetta senza troppi complimenti e non si dispiace minimamente di dover voltare un'altra sgualcita e polverosa pagina della sua miserevole vita.
I cani randagi bussano alla sua porta e niente al mondo lo tratterà più in quella stanza colma di inquetudine.
fRaNk inarca la schiena e come un rapace notturno, afferra senza esitare i suoi ricordi cartonati e le sue cianfrusaglie e con passo lento ma deciso, si lascia alle spalle altro silenzio e vuoto di cui il suo cuore ne è ormai ubriaco.
Dall'angolo del marcapiede, la stanza, prima che fRanK venga inghiottito dalla piazza traboccante di spirto, lo saluta in maniera nostalgica, perdendolo facilmente di vista, tra la folla notturna e scalpitante di vita.